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Natura e ambiente rurale: lettera aperta sul vigneto storico di Baver

L’Associazione Culturale Borgo Baver onlus rende noto che nel mese di Febbraio è stato emanato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, il provvedimento con cui il Vigneto  storico di Baver viene dichiarato di interesse culturale particolarmente importante, ai sensi del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto D.Lgs..

L’area in questione, come viene confermato dal Ministero, si può considerare un vero e proprio museo vivente della vecchia viticoltura veneta e come tale meritevole di salvaguardia in quanto assume quel valore identitario che il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio più volte richiama.

La relazione tra tipo di coltivazione e configurazione del territorio e del suo paesaggio è nota, ma in questo caso è riconosciuta la particolare forma di coltura legata ad una precisa tradizione storicamente accertata. Questa rinvia a peculiari modi e stili di vita delle genti che risiedevano in questo territorio. Più le tecniche sono elaborate, come è il caso del vigneto di Baver, più derivano dall’esercizio di abilità acquisiste nel processo di scambio tra le generazioni. Questo processo alimenta e vivifica conoscenze locali e gesti del mestiere, rinnova nel tempo un “saper fare” che è espressione di uno stile di vita e che, una volta incorporato e condiviso socialmente, dà sostanza al patrimonio culturale del territorio.

Di particolare rilievo il fatto che l’area in questione venga fatta ricadere fra le categorie dei beni protetti dall’UNESCO di cui alla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (approvata dall’Italia nel 2007), dove per patrimonio culturale immateriale si intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro “patrimonio culturale”. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.
L’UNESCO nella predetta Convenzione definisce anche il concetto di salvaguardia intendendo tutte le misure volte a garantire la vitalità del patrimonio culturale immateriale, ivi compresa l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione, in particolare attraverso un’educazione formale e informale, come pure il ravvivamento dei vari aspetti di tale patrimonio culturale.

Il vigneto storico di Baver, dopo essere passato indenne alla speculazione edilizia degli ultimi 40 anni, una decina di anni fa comincia ad essere citato presso convegni di carattere tecnico-agronomico, viene poi segnalato nel 2007 al primo concorso Luoghi di Valore promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso, e in più occasioni nominato dagli organi di stampa locali. La nostra Associazione ne ha promosso la conoscenza e la valorizzazione con vari eventi tra i quali la XIV Settimana della Cultura promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nell’Aprile 2012. Sale nuovamente agli onori della cronaca a partire dall’Agosto dello stesso anno, quando l’Amministrazione Comunale di Godega di Sant’Urbano, approvando la variante al Piano Regolatore Comunale ha ritenuto di rendere edificabile una parte del vigneto (la parte più antica). Dopo esserne venuta a conoscenza, l’Associazione si è spesa sollecitando dapprima l’Amministrazione Comunale a ritornare sui propri passi e poi coinvolgendo altre Associazioni, e segnalando il fatto agli Enti competenti. In particolare la nostra lettera del Dicembre 2012 si è appellata:

  • agli Enti pianificatori indirizzando un’accorata richiesta di salvare dall’urbanizzazione e di valorizzare questo grande patrimonio, che si chiedeva diventasse parte integrante di un nuovo modello di sviluppo, finalmente rivolto ad utilizzare al meglio le risorse presenti sul territorio;
  • agli Enti di tutela ritenendo allora indispensabile e urgente un atto che riconoscesse formalmente e amministrativamente l’assoluto valore e interesse di bene paesaggistico, onde rendere effettiva la difesa di una siffatta eccellenza ambientale;
  • agli Enti di ricerca, alle Associazioni e ai privati Cittadini, sottolineando la necessità e l’urgenza di salvaguardare elementi preziosi, ormai unici, del nostro paesaggio rurale storico, che costituisce parte imprescindibile della nostra identità.

Nei mesi di Gennaio-Febbraio 2013 la nostra lettera ha provocato un acceso dibattito sui giornali e sul WEB, portando numerosi Cittadini e Associazioni a sostenere la causa della difesa del vigneto storico. Dopo alcuni mesi durante i quali diversi Enti si sono occupati della questione, interviene la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici che avvia la procedura di vincolo dell’area del vigneto storico di Baver, procedura che si è venuta a chiudere nel mese di Febbraio scorso, con l’emanazione del Decreto di tutela da parte del Ministero. Questo sancisce in maniera definitiva il valore dell’area ravvisando nel vigneto storico di Baver un bene che si può classificare come uno degli ultimi residui di un’antica forma di conduzione agricola e che nella sua configurazione assomma valori di paesaggio agricolo di particolare rilevanza e valori di carattere etnoantropologico tali da motivare l’azione di tutela che si esplica nella dichiarazione di importante interesse culturale.

Sentiamo il dovere di ringraziare tanti funzionari degli Organi periferici del Ministero dei Beni Culturali per il loro prezioso lavoro: spesso passa inosservato ma, ricordiamolo, attraverso di loro avviene la difesa del nostro territorio e della nostra storia, aspetti che costituiscono parte imprescindibile della nostra identità.

Un grazie va alla Fondazione Benetton Studi Ricerche che ci ha sempre dato importanti spunti di riflessione e ci ha anche ospitato, nel Maggio 2013, all’incontro pubblico I luoghi di valore e la cura del paesaggio. Tre casi di cittadinanza attiva per presentare il caso del vigneto.

Desideriamo inoltre ricordare i funzionari degli Organi periferici del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Corpo Forestale dello Stato, le tante Associazioni che si sono spese per la vicenda tra le quali: Italia Nostra – sez. di Conegliano, Amica Terra onlus, Associazione Culturale La Ruota Gruaro, Associazione Naturalistica Sandonatese, WWF Alta Marca, Associazione Liberalabici, Accastorta Folk’n’Roll Band, e ancora tanti, tantissimi Cittadini che si sono interessati alla questione; a tutti loro va un nostro particolare ringraziamento.

Come ci ha detto una persona che abbiamo avuto l’onore di conoscere in questa vicenda: “l’importante è crederci”, è proprio vero: l’importante è non aver paura di credere nei valori da cui si proviene.

L’Associazione Culturale Borgo Baver onlus costituita da persone nate e cresciute nel borgo (che ha nel suo Statuto la tutela, difesa, promozione e valorizzazione delle opere di interesse artistico e storico presenti nel borgo Baver, e la difesa e valorizzazione del territorio nei suoi aspetti naturalistici e nella sua biodiversità), non solo ha creduto fino in fondo nel valore storico, culturale e affettivo del paesaggio e degli edifici storici del borgo Baver, ma ha dovuto far fronte a situazioni talora pesanti, per riuscire a proteggere l’essenza del luogo.

Ora la storia del vigneto storico di Baver non si ferma; auspichiamo possano nascere fattive collaborazioni in modo che questo vigneto, oltre ad esser un orgoglio per l’intera comunità, diventi anche lo spunto per un modello di sviluppo che sia finalmente rivolto ad utilizzare al meglio le risorse presenti sul territorio, nel rispetto della grande sapienza che ci viene dal passato.

Siamo fermamente convinti che le persone che ci hanno tramandato questo patrimonio ci abbiano affidato anche la loro memoria; sono loro parte integrante di questo tesoro inestimabile, del nostro Luogo di Valore. Ora più che mai.

Baver, 5 Marzo 2014

Associazione Culturale Borgo Baver onlus

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