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La chiesa di San Biagio

La semplicità dell’esterno della chiesa di San Biagio di Baver, contrasta nettamente con la ricchezza degli affreschi tardo quattrocenteschi che si trovano nell’abside.

Se nell’arcosanto veniamo accolti dall’annunciazione, nel sottarco i sei profeti ricordano che la nascita del Cristo era già stata rivelata nell’Antico Testamento, ma appena lo sguardo si posta alla parete di fondo si rimane catturati dalla crocifissione.

Il Cristo sulla croce in primo piano, i due ladroni appena più indietro, e Gerusalemme, la città murata, sullo sfondo. Accanto al crocifisso troviamo anche il gruppo delle pie donne e cinque cavalli, uno diverso dall’altro, e cavalieri e soldati romani che, indifferenti, si giocano a dadi le vesti di Gesù.

L’occhio corre veloce tra queste immagni e coglie uno dopo l’altro i particolari più strani. La città con le cupole orientaleggianti, uno stormo di uccelli sopra i tetti, la chiesetta raffigurata in alto a sinistra, ma ci sono anche l’angelo e il diavolo che accompagnano la morte dei due ladroni e il volto di Cristo sulla croce, sfigurato dal dolore.

E' lo stesso Cristo che troneggia benedicente e sfolgorante di gloria nella teoria degli apostoli alla base.

Nelle pareti laterali, accanto alla crocifissione, viene rappresentato il martirio di San Biagio dal processo fino alla scarnificazione, decollazione e glorificazione in cielo.
San Biagio vescovo di Sebaste e martire del IV secolo, era invocato in particolare contro il mal di gola perché aveva liberato da una lisca di pesce la gola di un bimbo che stava soffocando.

Altri santi ausiliatori sono raffigurati nel piedritto dell’arcone: Sebastiano e Rocco, protettori contro peste, colera ed epidemie, e Santa Apollonia invocata per il mal di denti. Sulle vele del soffitto i quattro Padri e Dottori della Chiesa d’Occidente: Agostino, Gregorio, Ambrogio e Girolamo abbinati ai simboli degli evangelisti.

Se l’abside è attribuibile al periodo gotico, con gli affreschi del tardo quattrocento, la navata ad aula è stata realizzata probabilmente in periodo rinascimentale. Vi si trova al lato nord, un piccolo affresco votivo datato 1542 e a destra una pala d’altare ottocentesca raffigurante la Madonna con bambino insieme ai santi Pietro, Biagio e Lorenzo.

Uscendo dalla chiesa, a destra si nota la corda per suonare la campana. Un gesto antichissimo che viene ripetuto ancora oggi dai bambini del borgo, nei giorni antecedenti la festa di San Biagio: il 3 febbraio.


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