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La villa veneta Marinotti

Diversi furono, nel corso dei decenni, i proprietari di questa villa per lo più lasciata in custodia ad un fattore, che aveva il compito di tenere i rapporti con le famiglie dei mezzadri chiamati a lavorare i poderi ad essa annessi.

Per la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento possiamo citare i Costantini, originari del Cadore, mentre per la seconda metà del secolo scorso non possiamo non dimenticare l’industriale Cav. Franco Marinotti che al paese donò le terre dove attualmente sorgono la chiesa e le scuole medie.

Ora la villa è di proprietà della famiglia Da Re; fu però la nobile famiglia Marchi, originaria di Bergamo e trasferitasi prima a Conegliano e successivamente a Serravalle (Vittorio Veneto) che fece costruire o restaurare questo importante edificio, come una lapide, posta sopra uno scalone che dava accesso al parco, ci suggerisce, essendoci scritto: "Cultu splendidiore ampliatusque restauratus anno MDCCLXVIII".

La conferma viene dallo stemma di questa famiglia, ancora visibile al centro del timpano che sovrasta la facciata, così descritto dagli studiosi di araldica: "Arma: partito, nel primo d’oro con tre fasce d’azzurro, la prima carica di una crocetta patente d’argento; nel secondo d’azzurro a tre fasce d’oro doppio merlate".

Altra testimonianza ci viene tramandata dai vecchi contadini del borgo che narravano che, là nella villa, Marchi pesava l’oro con la calvela, una vecchia misura di capacità per aridi. Parole, queste, che ci riportano allo splendore che la lapide voleva trasmettere ai posteri, ora sbiadito.


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