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Baver, antico borgo tra arte e storia,
nella campagna trevigiana

Baver è un Borgo, un gruppo di case raccolte fin dal medioevo attorno ad una chiesetta.
E basta uno sguardo alla mappa napoleonica per capire quanto questo Borgo non sia sostanzialmente mutato nel corso degli ultimi secoli. Una chiesa affrescata, una villa veneta e case coloniche. Tutto qua.

Eppure nei dipinti della Chiesa di San Biagio troviamo le storie, la devozione e le paure di coloro che hanno abitato queste case per centinaia di anni.
E la Villa parla di un'aristocrazia veneta che aveva scelto il Borgo per le sue villeggiature. Mentre le case coloniche raccontano ancora il lavoro, la fatica, il legame intimo con la terra, i campi e gli animali curati da generazioni di contadini.

Quelli che ci hanno consegnato questo patrimonio intatto ci hanno affidato anche la loro memoria per vedere questo Borgo con il cuore.

Sono loro, parte integrante di questo tesoro inestimabile, del nostro Luogo di Valore.

Associazione Culturale BORGO BAVER onlus Novembre 2007



Il commento su quel che accade a Baver

COMMENTO N. 2
Alcune considerazioni sulla vicenda del vigneto centenario
(lettera aperta del 29.01.2013)

In merito alla risposta inoltrata dalla Segreteria del Sindaco di Godega di Sant'Urbano a tutti i cittadini che hanno inviato delle email presso gli stessi uffici, risposta presente anche nel sito www.ilquindicinale.it come commento all’articolo del 18 gennaio u.s. “Tempestiamo di mail il sindaco. Per dire no al cemento sui vigneti. La battaglia di Italia Nostra (e non solo) contro la decisione del sindaco”, ringrazio in via preliminare tutti per l’interessamento dimostrato e per la fiducia accordata, e desidero proporre alcune considerazioni sulla vicenda:

1) il Piano di Assetto del Territorio (PAT) cui si fa riferimento nella delibera di approvazione del Piano degli Interventi (PI) e di cui parla il Sindaco è stato approvato il 19 ottobre 2009, “Bonet imperante” come dicevano i latini, (basta guardare la delibera di Consiglio di approvazione del PI dell’agosto 2012, documento disponibile);

2) nel 2006 ero effettivamente in Consiglio Comunale (ultimo anno), all’opposizione della Giunta Santambrogio, con gruppo civico da me rappresentato; all’opposizione, con gruppo distinto dal mio, c’erano Lega e PDL. Lascio immaginare i grandi poteri che una singola persona dell’opposizione poteva e può tuttora avere, soprattutto tenendo conto dell’interessamento, allora come oggi, per questi temi;

3) all’articolo 1 delle norme tecniche del PAT approvato nel 2009 (documento disponibile) si legge “Le indicazioni grafiche contenute nella citata tav. 4 [del PAT] non hanno valore conformativo delle destinazioni urbanistiche dei suoli, la definizione delle quali è demandata al PI [Piano degli Interventi del Sindaco], e non possono pertanto rappresentare o comportare in alcun modo acquisizione di diritti edificatori…”.
Quindi l’indicazione di trasformabilità di un’area nel PAT NON implica in nessun modo l’effettiva trasformazione in edificabile della stessa, NÉ TANTO MENO l’acquisizione di diritti edificatori. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL PIANO DEGLI INTERVENTI, per intenderci quello approvato nell’agosto 2012 dalla Giunta Bonet, ne sancisce la trasformazione in edificabile;

4) la confusione che il Sindaco Bonet mostra, in buona o cattiva fede non possiamo certo saperlo, riguardo al PAT e al PI basterebbe da sola a capire e giustificare la rimozione dall’incarico di responsabile del Servizio Tecnico Lavori Pubblici nel comune di Orsago, attuata proprio da parte di un amministratore della stessa parte politica. La cosa è, come si ricorda, emersa in tutta la sua evidenza in diversi articoli di stampa nell’ottobre 2012;

5) il proprietario del vigneto ha presentato domanda tardiva rispetto ai tempi previsti (18 giugno 2012, improvvisamente...), adducendo delle generiche esigenze familiari, che non sono state verificate (come ribadito dallo stesso Segretario Comunale e dal Responsabile di servizio nel corso di un colloquio nell’ottobre 2012), e nonostante questo debitamente accolta dal Sindaco e dal Consiglio; la cosa come è noto ha provocato il ricorso al Capo dello Stato da parte del cittadino Collodel Adriano;

6) il fatto che il Sindaco, nelle sue risposte, faccia riferimento ad un’approvazione della variazione di destinazione d’uso dell’area del vigneto storico fatta “in buona fede”, odora più da “excusatio non petita”; tradotto volgarmente si potrebbe dire che è come avere la coda di paglia, visto che la mala fede almeno il sottoscritto non l’aveva mai espressa;

7) l’impegno a difesa del borgo Baver del sottoscritto e di poche altre persone, va al di là di ogni sospetto e si è concretizzato attraverso la costituzione dell’Associazione Culturale Borgo Baver Onlus proprio nel luglio 2007, al fine di valorizzare e difendere quel po’ di storia, tradizioni e territorio ancora rimasto. Nel 2007, sulla base di una corposa documentazione presentata alla Fondazione Benetton, vengono riconosciuti due luoghi di valore: il borgo Baver con chiesa di San Biagio e il vigneto storico;

8) la chiesa di San Biagio con gli edifici limitrofi com’è noto, immediatamente dopo, è stata vincolata dalla Soprintendenza ed è ora visibile in tutta la sua bellezza originaria, grazie soprattutto all’opera e all’amore ad essa dedicata da parte dei proprietari. Se qualcuno vuol avere prova dell’interesse della Giunta Bonet per l’operazione, vada a rileggere la stampa di quel tempo, per vedere a quali inauditi livelli di insulti era arrivata nei confronti del sottoscritto e dell’Associazione.

Nessuna paura quindi, da parte del sottoscritto, nel voler rendere noto quanto sopra e chiarire ulteriormente a chi avesse ancora dei dubbi, peraltro legittimi, in proposito.

LE PROPOSTE CHE AVANZIAMO ALLE ISTITUZIONI:

a) ritiro della delibera, dell’agosto 2012, di approvazione del Piano degli Interventi del Sindaco;

b) realizzazione di un museo nel vigneto storico, attraverso un’operazione di acquisizione da parte del pubblico del terreno in oggetto (un’ipotesi di progetto per un’area didattica agricola-ambientale, da parte dell’Associazione, risale al 2010);

c) valorizzazione di tutto il borgo, in particolare della chiesa di San Biagio, includendo anche il vecchio palazzo settecentesco, da parte del Comune, dimenticando il disinteresse per non dire anche in qualche caso l’avversione per lo stesso da parte dell’Amministrazione Comunale;

d) interessamento diretto da parte di un Amministratore attuale, l’assessore Marchesin, che speriamo possa mediare in questa operazione di coinvolgimento, visto che lo stesso era anche intervenuto in modo diretto proprio a Baver, davanti alla chiesa di San Biagio, in una delle tante occasioni di valorizzazione del sito, con successo di pubblico notevole
.

Invito infine tutti, a nome dell’Associazione, alla festa di San Biagio domenica 3 Febbraio alle ore 14.30: ci sarà l’occasione per assistere ad un rito pluricentenario (la benedizione della gola e degli alimenti) e si potrà toccare con mano il valore del nostro piccolo borgo, sperando che ognuno, nel proprio piccolo, possa così scoprire di averne vicino anche altri che ci permettono di avere testimonianza del nostro passato. Grazie ancora e un cordiale saluto.

Daniele Botteon
Presidente dell'Associazione Culturale BORGO BAVER onlus

 

Per correttezza informativa si riporta di seguito la precisazione del Sindaco di Godega di Sant'Urbano, estratta dal sito internet www.ilquindicinale.it

"Segreteria del Sindaco di Godega S.U. 19/01/2013 - 14:54
PRECISAZIONE
Si invia di seguito precisazione del Sindaco Di Godega S.U. Alessandro Bonet di utile lettura prima di avviare campagne di protesta interattiva contro qualcuno o qualcosa:
Questi i fatti: - La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Veneto Orientale, organo deputato alla tutela del paesaggio, ha esaminato il PAT del Comune di Godega di Sant’Urbano redatto ed adottato nel 2006, quando non ero ancora né sindaco, né amministratore del Comune di Godega di Sant’Urbano. Il PAT divide il territorio del Comune in macro aree: agricola, residenziale, produttiva e individua tutti i vincoli presenti nel territorio compresi quelli ambientali e paesaggistici. Dopo avere esaminato il PAT la Soprintendenza non ha posto vincoli di nessun genere sul vigneto e su tutta l’area in questione. A fine 2006 il Consiglio comunale di cui non facevo in alcun modo parte ha approvato il PAT. - Il Consiglio comunale del 2012 non ha fatto altro che individuare, in buona fede e sulla base delle norme recepite dal PAT, una zona residenziale in un’area già classificata come trasformabile dal PAT stesso. - Per essere precisi: il Presidente dell’associazione Borgo Baver Onlus, che ha chiesto ora l’intervento della Soprintendenza per la tutela del vigneto, era presente, in qualità di Consigliere, al Consiglio Comunale del 2006 in cui è stato approvato il PAT e si è dato il via alla trasformabilità dell’area. In tale occasione, il Consigliere, che aveva l’opportunità di intervenire in modo decisivo, non ha ritenuto utile intervenire e non ha posto alcuna osservazione sulla necessità di tutelare l’area o di mantenerla agricola, non ha fatto notare l’unicità del vigneto o l’importanza della sua tutela e il PAT è stato approvato senza alcun problema. Perciò, allo stato attuale della pratica, i soggetti interessati dalla petizione, coloro che hanno il potere di intervenire variando le sorti dell’area in questione sono 2: - il proprietario dell’area edificabile che non è detto voglia costruire; - la Soprintendenza che può apporre vincolo riconoscendo all’area un interesse paesaggistico ambientale. Come Sindaco non posso rincorrere le diverse opinioni, per quanto possano essere argomentate, ma sono obbligato ad attenermi a ciò che prevedono norme, procedure vincoli stabiliti dagli organi preposti."

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COMMENTO N. 1
3 Febbraio, San Biagio

A Baver (Godega di Sant'Urbano) una festa popolare di origine religiosa per invocare la protezione del Santo contro il mal di gola, ma anche per vigilare sulle parole che escono dalla gola, che possono fare spesso molto più male.

E' una festa che si ripete da secoli, in una bella e piccola chiesa affrescata del quattrocento, riportata ad uno splendore antico nel contesto in cui si trova collocata: la chiesa è stata vincolata dalla Soprintendenza da pochi anni assieme ad altri edifici circostanti, quasi a volerne preservare la memoria non come singolo edificio ma all'interno di un contesto storico che si è articolato nei secoli: quella memoria che cerca almeno di difendere quanto il tempo ci lascia in eredità con valenze che possono essere soggettive o più universali.

Prendi in mano un fiore secco, una conchiglia senza valore che ti aveva regalato una persona cara, e riaffiorano ricordi e sensazioni assieme che hanno per te un valore grandissimo, che solo le due persone coinvolte possono capire, in un proustiano concetto del tempo che viene così annullato, perché passato e presente si fondono.

Se ad una cena di ex compagni di classe si riguarda una foto di quarant’anni prima, ricordi e sensazioni vengono condivise da tante persone: rivivono amici dimenticati, professori, ma anche risate, lacrime e sentimenti di allora. Se ti fermi davanti ad una chiesa del quattrocento, che sai essere stata frequentata da decine di migliaia di persone, il ricordo assume una valenza più universale: puoi ricordare ma anche immaginare storie di persone che conosci o non conosci.

La civiltà si misura dal grado con cui si riesce a conservare viva la memoria storica, ma non a parole, come siamo abituati a sentire, ma con piccoli gesti reali: siamo abituati a sentire spesso politici che dicono di voler tener viva la nostra storia e le tradizioni e poi appena possono demoliscono di tutto per lasciar costruire autentici obbrobri senza alcuna programmazione; abbiamo sotto gli occhi edifici che manifestano la loro obsolescenza e inadeguatezza tecnica ed estetica a distanza di pochi anni dalla loro realizzazione. Nella fretta di cancellare il nostro passato, fatto di civiltà contadina e anche di povertà, abbiamo distrutto quasi tutto e ci troviamo ingolfati da costruzioni recenti, invendute e fatiscenti.

Ecco perché dobbiamo forse fermarci un po', dappertutto: abbiamo un patrimonio storico e artistico inestimabile, che dobbiamo risanare e valorizzare: in Bosnia, a Mostar, una semplice casa abitata qualche secolo fa dai Turchi, viene assunta a "monumento nazionale": anche questo è rispetto della memoria storica.

Dobbiamo fare qualcosa per difendere quel poco di memoria che ci rimane: ecco perché dobbiamo difendere anche un semplice vigneto, come quello di Baver, tenuto come più di cento anni fa, senza l'assillo della produttività, con le viti di allora: anche questo testimonia la nostra civiltà passata: non è nostalgia questa, è solo testimonianza. Un semplice vigneto diventa oggetto di studio e interessante per Istituzioni Statali, studenti, docenti e Università della Germania, per Fondazioni di livello internazionale: solo il Comune vuole deturparlo, ancora una volta senza alcun piano di intervento, con le solite trasformazioni improvvise di destinazione d'uso da terreno agricolo ad edificabile: servono forse altri terreni edificabili con tutti i cartelli "VENDESI" che si vedono nel territorio comunale? Guardiamoci attorno e vedremo se c'è davvero il bisogno di queste operazioni da vecchia politica.

Fermiamoci un attimo: ripartiamo dalle sensazioni suscitate da una conchiglia o da un fiore diventato ormai secco; dai colori ormai snaturati della vecchia foto dei compagni di classe, per arrivare a sensazioni e ricordi provocati da cose più universali come una chiesa quattrocentesca o una benedizione della gola che si ripete nei secoli.

Il recupero della storia può farci guadagnare sia in termini di lavoro sia in termini di qualità della vita. Ci sono cose che restano dopo di noi e diventano senza tempo: lo possiamo verificare recandoci alla chiesa di San Biagio a Baver alla benedizione della gola il 3 Febbraio, Domenica. Quando si incrociano le candele davanti alla gola pensiamo a quante volte si è ripetuto quel gesto, davanti a quante persone semplici, umili, che chiedevano l'aiuto di un Santo non solo per tradizione ma per fede. Sono persone che non conosciamo, tante non hanno più un nome, ma hanno fatto anche loro la Storia, la nostra Storia, perchè la vera Storia è quella scritta da ciascuno nella sua quotidianità, e non quella che i cosiddetti grandi pensano di aver scritto da soli. Contribuiamo tutti a farla vivere.

21 Gennaio 2013

Daniele Botteon
Presidente dell'Associazione Culturale BORGO BAVER onlus


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